Voglio scrivere un post un filino più lungo della norma per raccontare del mio recente viaggio in Giappone, tanto breve (4 giorni) quanto intenso, bellissimo e scioccante!
Tutto è iniziato ai primi di novembre, mentre mi trovavo a Düsseldorf per lavoro. Ricevetti una telefonata dal Grande Capo dell’azienda per cui lavoro in cui mi chiedeva quali fossero i miei piani per fine novembre.
"Perchè?" risposi; e lui "verresti con me in Giappone?"
Detto fatto. Prenotato il tutto, luned’ 24 novembre mi ritrovo a fare scalo ad Amsterdam verso Tokyo, guardando ancora mezzo incredulo il cartello del Gate:
Molte ore dopo (1 ora di ritardo, 11 circa di volo e 8 di fuso orario) atterro il giorno successivo in Giappone.
Prima impressione di incredibile organizzazione, efficienza, chiarezza di informazioni nonostante persino l’alfabeto sia diverso dal nostro.
Passato il controllo immigrazione, dove da qualche mese prendono impronte digitali e foto di ogni visitatore, procedo di corsa a prendere il Narita (questo il nome dell’aeroporto internazionale di Tokyo) Express verso Tokyo Station… che prendo al pelo, perchè ho fatto il biglietto alle 12.13 ed il treno partiva alle 12.15!!!
Avessi tardato 5 minuti tutti i miei piani della giornata sarebbero sballati, perchè l’appuntamento dal Cliente era alle 3 del pomeriggio, io ero ancora in jeans e camicia e dovevo passare in albergo per incontrarmi con il Grande Capo… ma nella vita ci vuole anche un po’ di culo no?
Sul treno già ho avuto un assaggio del grado di tecnologia che permea tutti in questo paese… con una signora in età avanzata che allegramente digitava su una specie di mininotebook con interfaccia touch…![]()
mentre dal finestrino si intravedevano templi tipici e probabilmente meno recenti del notebook della signora… creando un contrasto davvero interessante tra nuovo e
antico, immediato e tradizionale, profano e sacro.
Quindi ho preso il treno e un’ora dopo arrivo alla stazione di Tokyo, prendo un taxi al volo e verso le 13.40 arrivo al Gimmond Hotel.
E che casino spiegarlo a tassista… perchè a Tokyo solo le vie principali hanno un nome, per le altre ci si orienta tra negozi e punti di riferimento… non male, per una città mega che conta oltre 15 milioni di abitanti nella sola area urbana senza considerare la provincia!
Comunque alle 3 arriviamo puntuali dal Cliente per un noiosissimo appuntamento formalissimo, in cui imparo che in Giappone per presentarsi si fa quanto segue:
- si tiene il proprio biglietto da visita ad altezza petto rivolto verso la persona a cui ci stiamo presentando, citando il proprio nome, ruolo e società per cui si lavora.
- l’altro fa altrettanto, aspettandosi la massima attenzione
- ci si stringe la mano e si fa un mezzo inchino (occhio a non flettervi troppo se no le teste cozzano :p
Finiamo circa verso le 5.30 PM, io non sto dormendo da circa 30 ore al netto del fuso e il mio capo mi dice: "ora ce ne andiamo a vedere un po’ la città, a bere un po di birre" (è finlandese) "e a cena in un posto speciale".
"Beh" mi sono detto… "cogliamo al volo l’occasione… ci sarà tempo di dormire più tardi".
Mai decisione fu più azzeccata. Cambiati in albergo e reinfilati un paio di jeans e scarpe comode, andiamo in metropolitana a visitare 5-6 piazze diverse pienissime di gente, di luci, di suoni, insomma… incredibili.
La macchina fotografica del telefonino non è certo il massimo, ma spero che le foto che seguono rendano l’idea…
C’è persino una sorta di Tour Eiffel, che altro non è se non una selva di antenne per comunicazione…
A un certo punto Ilkka (questo il nome del mio capo) dice "andiamo a cena in un posto che voglio provare… vedrai che ti piacerà".
Siccome mi conosce da oltre 7 anni ormai, già pregusto una cena spettacolo… ma mai avrei immaginato di mangiare quello che pochi minuti dopo ho gustato al ristorante "Ginza Ukai Tei", un posto dove si cucina in stile "teppanyaki". Ho mangiato cose incredibili, buonissime, eccezionali di cui le foto che solo rendono solo pallidamente l’idea:
Granchio:
Abalone (mollusco):
Carne: ![]()
…il tutto preparato in modo mitico su una piastra circolare all’interno della quale si muovevano i maestri cuochi, un misto tra Ratatouille e Ninja col cappello da chef. E’ stata un’esperienza favolosa!
Il giorno dopo ho l’appuntamento con il Cliente alle 3 del pomeriggio, quindi mattina libera!
Sono in pista in metro già alle 9, diretto al tempio di Asakusa… dove arrivo alle 9.15 e vengo proiettato all’istante indietro di millenni… le foto che seguono raccontano una mattina fantastica al tempio di Sensoji (il più vecchio tempio di Tokyo)
So che il telefonino non rende la minima giustizia alla meraviglia architettonica che ho visto, ma era l’unico modo per fissare un ricordo che vorrei conservare per sempre… di magnificenza, tradizione, meraviglia, fede, bellezza, cultura!
Verso le 11 mi sovviene che nonostante tutta questa magnificenza sono anche nel paese della tecnologia… mi dirigo quindi ad Akihabara, un quartiere fatto SOLO di negozi di tecnologia… e lì trovo Yodobashi Akiba,
il più grande megastore dell’elettronica, su 5 piani di pura tecnologia a tutti i livelli! Non ho foto perchè non è spiegabile la sensazione… vedere tanta tecnologia insieme è qualcosa che sconvolge, sciocca, impressiona…c’era veramente di tutto… tranne la macchina fotografica Canon che avrei voluto comprare io: mi han detto che sarebbe arrivata… di lì a due giorni (della serie la sfiga ci vede bene, anche con gli occhi a mandorla.
Torno quindi verso l’hotel e nel pomeriggio vado dal Cliente con cui avevo appuntamento: una maratona dalle tre del pomeriggio fino alle otto di sera con utilizzo di software giapponese (ecco, questo non mi era ancora capitato
), da cui naturalmente il RoarinPenguin esce vittorioso.
Telefono a Daniele, un ragazzo che da marzo vive a Tokyo con una ragazza
simpaticissima di cui si è innamorato e ceniamo insieme, in un ristorante a est di Tokyo in cui provo con sommo gaudio e godimenti gastronomico il sashimi (cioè il pesce crudo), un sacco di specialità tipiche giapponesi (deliziose) per finire con un tazzone di sakè.
E per accorgermi che ormai l’ultimo metrò è andato!!! Prendo quindi il treno della notte (su cui incontro strane forme pseudo umane) e alle due suonate rientro in albergo.
Il giorno dopo, sveglia presto e alle nove partenza per l’aeroporto per il viaggio di ritorno in Italia.
Non credo dimenticherò molto in fretta questo viaggio breve e bellissimo… e spero di avere l’occasione di tornare nella terra del Sole Nascente per vedere ancora un sacco di cose che non sono riuscito a vedere stavolta… ma questa è un’altra storia!
Sayonara,
RoarinPenguin-san




